|
Pagina 2 di 6 1° ITINERARIO - bellezze naturali e paesaggistiche Scorci paesaggistici › Le rampe di scale › I boschi › Diga del Locone Periodo consigliato: primavera - autunno
Mezzi consigliati: autovettura, moto, bicicletta
Consigli, assistenza e guide: Pro loco Guide: Go Murgia 331 6132223 - 331 2662527
Cartina: http://www.maps.google.it/
Come 1° itinerario da suggerire non si poteva che scegliere quello naturalistico - paesaggistico che forse più di ogni altro può dar modo al visitatore di “gustare” ed “introdursi” nelle peculiarità del luogo. Per tale tipo di itinerario si è ritenuto di consigliare il periodo della mezza stagione, ma non è escluso che diverse mete dello stesso itinerario non possano offrire scorci e sensazioni valide anche nelle altre stagioni. Minervino Murge è adagiata su due colline di un estremo lembo del territorio pugliese, dove l’altitudine e l’assenza di rilievi nelle zone poste ad ovest ed a nord del territorio consentono uno “sguardo lontano” che le è valso l’appellativo di Balcone delle Puglie ed il panorama infatti, da ovest verso nord, spazia dalle montagne della Basilicata, dove imponente si distingue monte Vulture, ai territori del Tavoliere dove lo sguardo arriva a distingue Foggia e più a nord, il promontorio del Gargano dove si distinguono, nelle giornate più chiare, Monte Sant’Angelo e la città di Manfredonia con l’antistante golfo. In definitiva l’altitudine (mt.450– 500 slm) e gli spazi aperti creano un notevole arieggiamento che, unito alla quasi totale assenza di fattori inquinanti (se si esclude nel centro abitato un certo traffico veicolare), rendono Minervino particolarmente fresca con una qualità eccelsa dell’aria. Quella della qualità dell’aria, non è solo una fisima di recente “salutismo”; a Minervino la qualità dell’aria è apprezzata da secoli. Mentre nelle vicine terre del Tavoliere la malaria affliggeva endemicamente la popolazione e il caldo torrido estivo creava ogni genere di problema di natura sanitaria ai territori limitrofi verso la costa, Minervino godeva di un’aria molto più sana, tanto da essere – proprio per questa ragione – dominio ambito di vassalli e feudatari Indubbiamente descrivere la qualità dell’aria è impresa ardua, per apprezzarla conviene organizzare una visita a Minervino dove si suggerisce di arrivare in prima mattinata.
1a tappa: il giardino della villa “Faro” dove sorge l’omonimo monumento dove sulle strade limitrofe è facile parcheggiare. ( ma cosa ci fa un faro sulle Murge lontano dal mare? clicca qui per scoprirne la storia) Diversi bar-chioschi assicurano la possibilità di fare colazione. Dopo aver ammirato il monumento Faro è possibile godere la vista sulla piana del Vulture dalla terrazza belvedere collocata sul lato ovest della villa comunale.
2a tappa: con l’ausilio del proprio veicolo (ma noi suggeriamo a piedi) passeggiata per raggiungere il centro del paese sino alla piazza centrale intitolata a Giovanni Bovio (dal Faro dista circa 1 Km). Da Piazza Bovio ci si porterà, proseguendo la passeggiata nella vicina Piazza Emanuele Deo (detta anche il seggio). Emanuele De Deo nato a Minervino il 1772 per le sue idee giacobine e per aver cospirato contro la monarchia, rifuggendo da ogni ipotesi di delazione, fedele ai propri ideali ed ai propri amici, venne giustiziano pubblicamente a Napoli 18 ottobre 1794 a soli 22 anni diventando così il primo martire del Risorgimento Italiano. Da Piazza De Deo, quindi, imboccando Via Santa Caterina, ci si introdurrà nel borgo antico, rione Scesciola. Il Borgo antico di Minervino è un vero dedalo di stradine. Ci si può perdere facilmente, tuttavia non è difficile ritrovare la viabilità principale (da un lato Corso De Gasperi, Piazza De Deo, Via Dante e dall’altro Via L. Barbera e Via F.lli Rosselli). Noi consigliamo, una volta entrati da Via Santa Caterina, di voltare a sinistra imboccando Vico 1° Costantinopoli e quindi proseguire dai piccoli vicoli coperti (dove è possibile passare uno la volta camminando curvi) in direzione Nord per portarsi nel nucleo più vecchio del borgo Antico (Via Chiostro, Via Vescovado, via Scesciola). Lasciamo a voi il piacere di scoprire le strade e di orientarsi. Nella Scesciola che occupa il versante rest della collina su cui sorge il nucleo più vecchio di Minervino, è facile vedere alzando la testa ( in primavera ed estate) numerosissimi Falchi Grillai. Il Falco Grillaio è un piccolo rapace, che negli ultimi anni, grazie anche alle misure di protezione a suo favore, nidifica sempre più frequentemente sui tetti di Minervino, tant’è che buona parte del territorio di Minervino è vincolato quale ZPS ( Zona di Protezione Speciale) per la tutela di tale volatile Se si è proceduto verso nord ci si troverà in piazza A. Moro (già Piazza Trento e Trieste) della anche Castello. Il castello è la sede attuale del municipio e, a tergo allo stesso, si può godere di un altro affaccio di notevole bellezza sulle zone a Nord del paese.
3a tappa: da Piazza A. Moro, suggeriamo di imboccare, in direzione sud, via Dante, dove dopo un eventuale visita alla Cattedrale, è possibile percorrere la rampa di scale denominata “Sig.ra Cassandra” è posta affrontata alla chiesa stessa. Scesa detta rampa, portandosi verso destra ci si troverà a scendere ( con varie opzioni) diverse rampe di scale attraversando ( a seconda di quanto si scenderà) i quartieri “Sant’Andrea”, “Belvedere”, “Zingari”. Questi ultimi sono quartieri meno antichi rispetto alla “Scesciola” tuttavia con le loro rampe di scale, ordite in diverse ampiezze e strutture, realizzate per lo più in pietra locale costituiscono una peculiarità del luogo che merita di essere visitata. Riguadagnato il centro cittadino: piazza Bovio e quindi il proprio veicolo, si è pronti per la tappa successiva e, a meno di non avere molto tempo a disposizione, si deve scegliere tra una visita al bosco di “Acquatetta” o alla “diga sul Locone”
4a tappa: il bosco di “Acquatetta” che prende il nome dall’omonina contrada è posizionato a sud dell’abitato ed è raggiungibile sia dalla S.P. 230 (ex S.S. 97) che da S.P. 234 (ex S.S. 170). Tuttavia, in considerazione che l’accesso dalla S.P. 230 si effettua dal lato di valle con percorrenza di strade dissestate si suggerisce di raggiungere il bosco di “Acquatetta” dalla S.P. 234. Per imboccare la S.P. 234 da Minervino è necessario superare la zona “Faro” e portarsi fuori del centro abitato portandosi verso sud, dopo circa 3 m di percorrenza (all’altezza del Km 5,00 della S.P. 234), al primo bivio che si incontra vanno seguite le indicazioni “Acquatetta”, quindi si imboccherà la S.C. “Carluva”. Detta Strada Comunale va percorsa con attenzione perché in alcuni punti è deteriorata, tuttavia percorrendo la stessa è possibile osservare molto da vicino diverse torri per la produzione di energia eolica (producono energia pulita). Dopo 5 Km precisi si arriva alle prime propaggini del bosco di Acquatetta. Sul posto una sbarra impedisce il transito veicolare per chi voglia proseguire a destra, tuttavia è possibile o proseguire diritti e quindi portarsi a valle o proseguire a sinistra lambendo nella parte alta l’intero impianto boschivo. Dopo ulteriori 10 Km di percorrenza è possibile giungere sulla S.P. 138 “Cavoni” che percorsa verso sud si riallaccia con la S.R. 234, mentre percorsa verso nord si riallaccia alla S.P. 230. Evidentemente nei percorsi segnalati è possibile fermarsi per godere della bellezza dei posti. Il bosco di “Acquatetta” è per estensione (circa 1100 ettari) il secondo bosco di Puglia. E’ un bosco di conifere (relativamente) di nuovo impianto, per cui non è autoctono. Solo a valle, nei pressi della stazione ferroviaria “Fermata di Acquatetta” (ora dismessa) rimane un piccolo nucleo di bosco autoctono di querce. Il bosco è ricchissimo di fauna aviaria ed in tempi recenti si sta popolando (forse a dismisura) di cinghiali, che muovendosi in branchi creano diversi problemi. In ultimo sono stati avvistati diversi esemplari di lupo. Il bosco di "Acquatetta” è ricompresso nel Parco nazionale dell’ Alta Murgia, anzi nell’ ambito di tale Parco Naturale è classificato come “zona 1”, vale a dire zona di massima protezione. Il bosco è utilizzato da oltre un decennio da un folto gruppo di amanti del running e del trekking per cui chi volesse fruire un questo senso del bosco, può chiedere informazioni o trovare compagnia negli amici del “Marathon club”. Per contattare gli stessi il modo più semplice è rivolgersi al gestore (Michele, corridore anch’egli) del Bar Faro che si trova appunto nell’omonima villa. Il consiglio di chi il bosco lo conosce, può servire senz’altro a fruirne nella maniera migliore e senza pericoli.
5a tappa: La diga sul Locone , impianto di accumulo di acqua posizionato ad ovest dell’abitato ai confini con il territorio della Basilicata. La diga sul “Locone” ( torrente affluente del fiume “Ofanto”) fu fortemente voluta dal mondo agricolo Minervinese che lottò duramente per l’ottenimento della stessa negli anni ‘60 e ’70. Negli anni ’80 anche grazie ai fondi della Comunità Europea si concretizzò tale sogno. L’impianto è veramente notevole, tanto cha la Diga è la più grande realizzata in terra battuta dell’intera Europa e può contenere, infatti, sino a 108 milioni di metri cubi di acqua e questo in una regione afflitta da una atavica mancanza d’acqua non è poco. Tuttavia le speranze di uno sviluppo agricolo collegato alla diga non hanno ancora trovato una vera concretizzazione. Dapprima la necessità di realizzare gli impianti di sollevamento, in seguito una gestione delle acque problematica per diversi aspetti, altri fattori collegati con le mutazioni di colture, non hanno consentito il decollo dell’economia agricola che si supponeva dovesse esserci. Comunque, a prescindere da questi problemi, il lago artificiale creatosi ha reso particolarmente ameni i luoghi, anche perché sulle sponde dell’invaso sono stati impiantati diversi ettari di bosco. Nel visitare la diga raggiungibile dalla S.P. 64 (Minervino – lavello) o dalla S.C. “Via vecchia Montemilone” dovrà porsi attenzione ai divieti di transito nelle zone oggetto di possibile allagamento.
|
|
|
Posta Elettronica Certificata |
|
|
|